
Italia 1992. Su dvd Ripley (dal 19 gennaio).
E' un film consciamente sopra le righe, a cominciare dai personaggi di primo e secondo piano, con un'atmosfera pesante, oppressiva (il fullscreen con cui Nero circola, contribuisce). Le luci sono calde, in vista, oppure c'è un inquietante buio. La regia di Soldi è presente, virtuosistica, con molti primi piani di Castellitto ma anche soggettive, movimenti a 360 gradi ecc., come a cercare così un'intensità e uno stile... cultizzabile (vedi dopo). Sicuramente rispetto al film precedente c'è un miglioramento e una qualche chiarezza di idee; anche se di sugo non ce n'è molto e a voler calcar la mano si tratta di un cazzeggio consapevole, almeno intrattiene.
Il protagonista è sempre più invischiato in un vortice di omicidi, costretto a ripetere i suoi gesti in un gioco al rilancio fumettistico, anche forzato, in cui non si vede via d'uscita. Alla fine, dal paradosso si giunge al nonsense: il che non aiuta, non che ci si potesse aspettare una quadratura delle cose, dato l'andazzo, ma dato che già "l'elemento che innesca la storia è assolutamente pretestuoso, ma tutti gli snodi della trama sono fondamentalmente privi di interesse. Tutto il plot è semplicemente un grimaldello per esplorare immagini o situazioni surreali..."*, la sensazione è quella di un divertissment macabro fine a sè stesso. Il Morandini scrive: "Spiffera l'antipatia un po' arrogante dell'intellettuale cinefilo che vuol darla a bere al popolo bue". Il Mereghetti: "con un'aria di prodotto pensato a tavolino per essere cult a tutti i costi, che dà sui nervi". In effetti l'etichetta "cult" è facilmente appiccicabile su Nero, ma senza connotazioni qualitative, solo per cinefili che si accontentano del "bizzarro". Venendo alla pars costruens, bisogna dire comunque che un paio di scene da brivido ci sono: l'incubo a occhi aperti di Castellitto alle prese con la mano sbucante dalla valigia e il soprassalto di vita dell'investigatore. E pure il cast c'è: Luis Molteni è straordinario in questo ruolo di sgradevole detective-delinquente, Castellitto, sulle cui spalle il film è in buona parte affidato, è bravo e si impegna, la Caselli è simpatica. In più c'è uno dei rari camei di Hugo Pratt, nel ruolo di un commissario straniero.
Alessio Vacchi
* http://rojking.altervista.org/soldi.htm


