
Germania 1931. Di Leontine Sagan. Con Dorothea Wieck.
Ovvero, come poteva essere proposta una storia di attrazione tra donne, meglio tra una ragazza orfana chiusa in un rigido collegio femminile e la più apprezzata delle sue insegnanti, in un'epoca non propriamente libertaria. Il film ha il suo interesse, più che nella descrizione della vita delle ragazze -narrativamente qui si muove poco ed insufficiente è il tratteggio psicologico delle fanciulle-, proprio nel versante lesbico. Parola, questa, che non viene mai pronunciata: probabilmente i realizzatori sarebbero stati lanciafiammati -e già così pellicola e regista hanno avuto problemi-, ma se l'insegnante von Bernburg, che cerca di tenere a bada i suoi sentimenti in nome del suo ruolo e della morale che si dovrebbe addire all'istituto, dice all'allieva “Ti penso spesso”, verso la fine la la ragazza le dice: “Io la amo”. E quando poi la von Bernburg tenta di convincere la anziana ed arcigna direttrice, si lancia in un discorsetto molto progressista riguardo i sentimenti, che appare coraggioso per l'epoca. Nonostante per il resto il film risulti ingenuo e grazioso, risulta avere le palle, come si suol dire, per certi aspetti. Si veda anche la sequenza della visita della principessa, momento istituzionale in cui tutto dev'essere rigorosamente in riga ed i problemi posti sotto il tappeto. Molti "fegatelli" e talora mancano i rumori d’ambiente, ma in un film del 1931 lo si manda giù. Alessio Vacchi
Nessun commento:
Posta un commento